Il nuovo testo della proposta di legge regionale sull’agricoltura segna un avanzamento importante anche grazie al contributo e alle osservazioni avanzate dalla FAI CISL Toscana.
Rispetto alla prima stesura, il tema del lavoro agricolo di qualità viene ora collocato nella parte iniziale del provvedimento, con un titolo specifico dedicato al contrasto dello sfruttamento lavorativo in agricoltura. È un risultato significativo: la qualità dell’agricoltura toscana non può essere separata dalla qualità del lavoro, dalla legalità, dalla sicurezza e dal rispetto dei contratti.
Tra le novità positive vi sono il rafforzamento della Rete del lavoro agricolo di qualità, il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali e degli Enti Bilaterali Agricoli Territoriali, l’istituzione degli elenchi telematici presso i Centri per l’impiego, il riferimento alla mediazione linguistica e culturale per favorire l’accesso dei lavoratori, e una maggiore attenzione alla presa in carico delle vittime o potenziali vittime di sfruttamento.
Particolarmente rilevante è anche l’inserimento di strumenti per rendere più trasparenti gli appalti agricoli, attraverso linee di indirizzo e check list, e l’introduzione degli indici di coerenza tra produzioni aziendali e fabbisogno di manodopera. Sono temi che la FAI CISL Toscana considera centrali per contrastare lavoro nero, dumping contrattuale, intermediazione illecita e forme opache di esternalizzazione.
La FAI CISL Toscana valuta positivamente questi passi avanti, frutto di un confronto sindacale serio e concreto. Resta però necessario proseguire con determinazione: la premialità per le imprese virtuose deve evolvere in una vera condizionalità sociale. Per noi è chiaro che le risorse pubbliche devono andare solo a chi rispetta i contratti, la sicurezza, la regolarità contributiva, la trasparenza degli appalti e la dignità del lavoro.
Il testo è migliorato, ma ora occorre renderlo pienamente esigibile, monitorabile e sostenuto da risorse adeguate. La FAI CISL Toscana continuerà a vigilare e a proporre soluzioni perché l’agricoltura toscana cresca insieme ai diritti di chi la lavora.
