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La FAI CISL Toscana ha partecipato oggi al Coordinamento nazionale FAI CISL della Bonifica, un importante momento di confronto tra la Federazione nazionale, le strutture regionali e territoriali e i delegati dei Consorzi di bonifica di tutta Italia.

Un confronto ampio, partito dalle esperienze concrete dei territori, che ha messo in evidenza realtà anche molto differenti tra loro ma, allo stesso tempo, numerose questioni comuni: relazioni sindacali e partecipazione, classificazione del personale, formazione, sicurezza, carenze di organico, stabilità occupazionale, ricambio generazionale e valorizzazione delle professionalità.

Partecipazione: coinvolgere i lavoratori prima delle decisioni

Uno dei temi centrali emersi dal Coordinamento è quello della partecipazione.

Per la FAI CISL partecipare non può significare essere semplicemente informati quando le decisioni sono già state prese. Significa coinvolgere preventivamente i rappresentanti dei lavoratori, mettere a disposizione le informazioni, confrontarsi sulle scelte organizzative, avanzare proposte e contribuire alle decisioni che incidono sull’organizzazione e sulle condizioni di lavoro.

Un modello di relazioni sindacali che assume ancora maggiore importanza nei Consorzi di bonifica, dove la conoscenza e l’esperienza di chi ogni giorno opera sugli impianti e sul territorio rappresentano un patrimonio indispensabile.

L’obiettivo indicato è quindi quello di passare da relazioni sindacali che intervengono dopo il conflitto a un sistema permanente di confronto capace di prevenire i problemi e accompagnare le trasformazioni organizzative.

Classificazione e professionalità: riconoscere il lavoro che cambia

Grande attenzione è stata dedicata anche alla classificazione del personale.

Digitalizzazione, telecontrollo, nuove infrastrutture, nuove tecnologie e maggiori responsabilità in materia di sicurezza e gestione degli eventi climatici hanno profondamente modificato il lavoro all’interno dei Consorzi.

Per questo la FAI CISL ritiene necessario aggiornare progressivamente il sistema classificatorio affinché sia realmente in grado di riconoscere competenze, professionalità, responsabilità ed esperienza maturata dai lavoratori.

Particolare attenzione è stata posta alla condizione del personale operaio, per il quale occorre superare situazioni di sotto-inquadramento e costruire reali possibilità di crescita professionale, valorizzando anche l’esperienza acquisita sul campo.

La formazione, in questa prospettiva, non può essere considerata semplicemente un costo: deve rappresentare un investimento sulle persone e trovare un conseguente riconoscimento professionale e contrattuale.

Stabilità occupazionale e ricambio generazionale

Il Coordinamento ha affrontato anche il tema della precarietà e della necessità di offrire prospettive ai lavoratori stagionali e avventizi.

Molti giovani, dopo aver acquisito esperienza e competenze importanti, rischiano infatti di lasciare il settore per la mancanza di prospettive di stabilizzazione e crescita.

Per la FAI CISL è necessario collegare stabilità occupazionale, formazione e ricambio generazionale, tutelando i lavoratori e, nello stesso tempo, evitando che i Consorzi disperdano professionalità indispensabili.

Sicurezza e organici adeguati

Tra le criticità emerse dalle diverse realtà territoriali c’è inoltre la carenza di personale, che in alcuni Consorzi rischia di avere conseguenze dirette anche sulla sicurezza sul lavoro.

Organici adeguati, lavoratori formati e qualificati e una corretta organizzazione del lavoro sono condizioni indispensabili per garantire la sicurezza dei dipendenti e la piena operatività degli impianti e delle infrastrutture gestite dai Consorzi.

Valorizzare l’Ente Bilaterale della Bonifica

Positivo anche il bilancio dell’attività dell’Ente Bilaterale, strumento fortemente sostenuto dalla CISL.

Al Coordinamento sono stati illustrati i dati aggiornati all’8 settembre 2026: 271 domande presentate, 44 già liquidate e cinque accordi per il ricambio generazionale, tutti liquidati.

Uno strumento che deve essere ulteriormente conosciuto e utilizzato dai lavoratori, semplificandone anche le procedure di accesso.

I Consorzi sono strategici per il territorio

Dal confronto nazionale è emersa infine una convinzione comune: in una fase caratterizzata dagli effetti sempre più evidenti dei cambiamenti climatici, dalla gestione sempre più complessa della risorsa idrica e dalla necessità di tutelare il territorio, i Consorzi di bonifica svolgono una funzione strategica che deve essere riconosciuta e rafforzata.

Per farlo servono investimenti, professionalità, organici adeguati e un sistema di relazioni sindacali capace di valorizzare il contributo dei lavoratori.

A chiudere i lavori del Coordinamento è stato il reggente nazionale della FAI CISL, Antonio Castellucci, che ha richiamato la necessità di rilanciare complessivamente l’azione della Federazione nel settore della bonifica, rafforzando il rapporto tra struttura nazionale, territori, delegati e luoghi di lavoro.

Nelle conclusioni è stata ribadita la centralità del Contratto collettivo nazionale quale principale strumento di tutela dei lavoratori, insieme alla necessità di rafforzare partecipazione, formazione, professionalità e sicurezza. Castellucci ha inoltre sottolineato il valore strategico dei Consorzi di bonifica per il futuro dei territori e del Paese e la necessità di continuare a incalzare le istituzioni nazionali e regionali affinché questo ruolo venga pienamente riconosciuto.

Un passaggio importante ha riguardato anche il ruolo della rappresentanza: il contratto rimane fondamentale, ma deve essere accompagnato dalla presenza quotidiana nei luoghi di lavoro, dall’ascolto delle persone e dalla capacità di trasformare i problemi concreti in azione sindacale.

La FAI CISL Toscana continuerà a portare il proprio contributo all’interno del Coordinamento nazionale, partendo dalle esperienze dei Consorzi toscani e dal confronto quotidiano con delegati e lavoratori.

Il Coordinamento ha infatti condiviso la necessità di rendere questi momenti di confronto regolari e programmati, rafforzando il collegamento tra luoghi di lavoro, territori, strutture regionali e Federazione nazionale.

Partecipazione, lavoro dignitoso, sicurezza, formazione, professionalità e valorizzazione delle competenze sono i pilastri sui quali costruire il futuro della bonifica e tutelare chi ogni giorno lavora per la sicurezza e la cura dei nostri territori.