Firenze, 24 aprile 2026 – Bilancio positivo, più iscritti e una presenza sempre più riconoscibile sul territorio. La FAI CISL Toscana chiude il 2025 con segnali di crescita e rilancia la propria azione puntando su servizi, territorio e giovani.
È quanto emerso dal Consiglio Generale riunito oggi, dove il segretario generale Massimiliano Gori, a nome della segreteria, ha tracciato il quadro dell’ultimo anno e indicato le priorità per il 2026.
Gli iscritti hanno raggiunto quota 7.526, con un incremento dello 0,45% rispetto al 2024, mentre il bilancio si chiude in attivo. Tra le iniziative più rilevanti, la campagna di comunicazione sui mezzi pubblici e l’attivazione del numero verde regionale, strumenti che hanno rafforzato visibilità e accessibilità dell’organizzazione.
“Risultati importanti, ma non un punto di arrivo”, ha sottolineato Gori. “Ora dobbiamo trasformarli in una linea stabile, rafforzando un sindacato sempre più vicino, visibile e utile”.
Al centro della strategia, il ruolo dei servizi. CAF CISL e patronato INAS vengono indicati come parte integrante dell’azione sindacale e non come strutture separate. L’obiettivo è costruire una rete unica di tutela capace di accompagnare le persone dalla prima richiesta fino alla presa in carico complessiva dei bisogni.
Altro punto chiave è il rafforzamento della presenza nei territori. La FAI CISL Toscana punta su presidi nei luoghi di lavoro, nei centri per l’impiego e negli spazi della formazione, con strumenti semplici e risposte rapide.
Particolare attenzione è rivolta ai giovani. “Non vanno aspettati, ma raggiunti”, è il messaggio emerso dal Consiglio. Scuole, ITS, eventi e luoghi di aggregazione diventano ambiti prioritari per costruire relazioni e intercettare nuovi bisogni, anche attraverso strumenti digitali e linguaggi più immediati.
Nel dibattito è stata evidenziata anche la necessità di rafforzare la formazione sindacale, considerata un passaggio essenziale per qualificare delegati e operatori e costruire una nuova classe dirigente.
Infine, il richiamo all’unità organizzativa: servizi, federazioni, USR e UST devono operare come un’unica struttura, superando logiche separate e rafforzando la collaborazione interna.
“La CISL vive nelle sue federazioni e le federazioni sono la CISL”, ha ribadito Gori, indicando nella coesione organizzativa una condizione decisiva per affrontare le sfide future.
L’obiettivo è chiaro: consolidare i risultati raggiunti e costruire un sindacato sempre più radicato, capace di rispondere ai bisogni reali di lavoratrici e lavoratori.
