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Il mondo del lavoro sta attraversando trasformazioni significative che richiedono risposte consapevoli e strategie efficaci. In questo contesto, la FAI CISL Toscana si unisce alla posizione nazionale della CISL, esprimendo forti perplessità e criticità rispetto alle proposte di referendum avanzate dalla CGIL.

I Limiti dei Referendum Proposti: Soluzioni Parziali e Rischiose

La CISL ritiene che i referendum proposti non siano la soluzione giusta per difendere i diritti dei lavoratori. Queste proposte rischiano di offrire soluzioni parziali, inefficaci o addirittura dannose, mettendo a rischio le conquiste ottenute finora.

I Falsi Miti e le Inesattezze delle Proposte Referendarie

1. Ritorno all’Articolo 18? Falso!

Contrariamente a quanto sostenuto dalla CGIL, il referendum non prevede un ritorno al vecchio Articolo 18. La proposta mira ad eliminare il contratto a tutele crescenti, ma ciò non significherebbe il ripristino della normativa precedente, bensì l’applicazione della versione ridotta introdotta dalla Legge Fornero del 2012.

– La reintegra nei licenziamenti illegittimi è già prevista per motivi gravi come discriminazioni o violazioni della maternità/paternità.
– La Corte Costituzionale ha già migliorato la normativa in punti essenziali.
– Il Jobs Act garantisce un’indennità fino a 36 mensilità, superando le 24 previste dalla Legge Fornero.

Conclusione: Un referendum mal posto potrebbe persino danneggiare i lavoratori anziché tutelarli.

2. Indennizzo per Licenziamenti nelle Piccole Imprese: Una Soluzione Incompleta

Il referendum propone l’eliminazione del limite massimo di 6 mensilità per l’indennizzo nei casi di licenziamento nelle piccole imprese. Tuttavia:

– L’eliminazione del tetto non garantisce automaticamente che i giudici concedano indennizzi superiori.
– La vera soluzione consiste in una riforma che aumenti il limite minimo e massimo, non solo l’eliminazione del limite.

Conclusione: È giusto migliorare l’indennizzo, ma la proposta referendaria non raggiunge l’obiettivo auspicato.

3. La Precarietà non si Elimina con i Referendum

Un’altra proposta mira a eliminare la possibilità di stipulare contratti a termine senza causale per 12 mesi. Tuttavia, questa misura:

– Potrebbe ridurre le opportunità di impiego per giovani e categorie svantaggiate.
– Non risolve il vero problema, che è l’abuso di contratti brevi e non regolati.

La vera soluzione? Rafforzare la contrattazione collettiva, puntare sulla formazione e penalizzare l’abuso dei contratti brevi.

4. Sicurezza sul Lavoro negli Appalti: Un Intervento Inefficace

Il referendum vorrebbe rendere il committente finale responsabile anche per i rischi specifici delle imprese appaltatrici. Tuttavia:

– La normativa attuale già prevede la responsabilità dell’azienda esecutrice.
– La recente contrattazione con le Organizzazioni Sindacali ha introdotto:
– Parità di trattamento economico e normativo negli appalti privati.
– Patente a crediti per qualificare le imprese e migliorare la sicurezza.

Conclusione: Non serve un referendum, ma maggiore partecipazione, prevenzione e controlli efficaci.

La Proposta della CISL: Dialogo e Contrattazione per Migliorare Davvero le Condizioni di Lavoro

La CISL, a tutti i livelli, crede che il miglioramento delle condizioni di lavoro si ottenga attraverso il dialogo sociale e la contrattazione collettiva, strumenti fondamentali per:

– Garantire diritti realmente esigibili.
– Promuovere una contrattazione inclusiva che tuteli tutte le categorie.
– Rafforzare le politiche di formazione continua e di sostegno al reddito.

Uno Sguardo al Futuro: Statuto della Persona nel Mercato del Lavoro

La CISL propone un approccio integrato che metta al centro le esigenze dei lavoratori, con azioni concrete per:

– Migliorare l’orientamento scolastico e universitario, così da facilitare l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro.
– Potenziare la formazione continua, fondamentale per affrontare le transizioni digitali e tecnologiche.
– Rafforzare le politiche attive del lavoro, favorendo la connessione tra domanda e offerta e sostenendo le fasce più deboli.
– Favorire la contrattazione collettiva per governare la temporaneità e garantire indennizzi più equi nei casi di licenziamento.
– Incentivare la ricerca e gli investimenti, pilastri fondamentali per uno sviluppo sostenibile e competitivo.

La CISL Sceglie il Futuro con Scelte Consapevoli, Non con Slogan

La FAI CISL Toscana condivide pienamente la posizione nazionale: il lavoro si difende e si promuove con il dialogo, la partecipazione e il confronto, non con soluzioni frettolose o slogan privi di concretezza.

Scegliamo il futuro dei lavoratori con scelte consapevoli, per un mercato del lavoro più equo, inclusivo e in grado di rispondere alle sfide delle trasformazioni economiche e tecnologiche.

Difendiamo i lavoratori con il coraggio della contrattazione, non con facili promesse!